Netanyahu all’ONU: “Il genocidio la più grande bugia del secolo”

Benjamin Netanyahu ha tenuto un discorso all'Assemblea Generale dell'Onu, in un contesto di forte tensione e contestazione. La sala era quasi vuota al suo ingresso, con molti diplomatici che hanno abbandonato l'aula, intonando cori a favore della Palestina. Fuori dal Palazzo di Vetro, si sono svolte manifestazioni contro la sua presenza, con diversi arresti, tra cui quello dell'attrice Susan Sarandon.
Nel suo intervento, Netanyahu ha difeso strenuamente Israele, citando eventi storici dalla guerra del 1967 fino a Mosè, e ha respinto le accuse di genocidio, definendole "la più grande bugia del secolo". Ha criticato il leader siriano al-Shaara, affermando che gli ebrei sono sulle alture del Golan "dai tempi di Mosè", e ha attaccato il Qatar e il presidente turco Erdogan, definito un "tiranno".
Il premier israeliano ha anche rivolto un attacco al sindaco di New York, accusandolo di antisemitismo e di diffondere bugie, a cui il sindaco ha risposto sostenendo che Netanyahu mente per coprire il genocidio. Netanyahu ha minimizzato la violenza dei coloni in Cisgiordania, descrivendoli come un gruppo ridotto di "giovani teppisti".
La Santa Sede ha espresso preoccupazione per l'espansione degli insediamenti israeliani, mentre Netanyahu ha ringraziato il presidente americano Donald Trump per il supporto a Israele. La sua visita a New York è stata caratterizzata da misure di sicurezza straordinarie, con migliaia di agenti mobilitati per mantenere l'ordine tra le manifestazioni contrapposte. Tra gli arrestati ci sono stati anche membri della comunità ebraica americana che si oppongono alle politiche di Netanyahu.
