Mosca: stranieri e diplomatici lascino Kiev. Zelensky: aumenteremo i raid sulle raffinerie

Mosca: stranieri e diplomatici lascino Kiev. Zelensky: aumenteremo i raid sulle raffinerie

La guerra tra Russia e Ucraina sta attraversando una fase critica, caratterizzata da un'intensificazione degli attacchi russi sulle infrastrutture strategiche ucraine. Nelle ultime ore, le forze armate di Mosca hanno colpito il Ponte Nord (Severny) sul fiume Dnipro, considerato un obiettivo militare per il suo ruolo nel trasporto di truppe e rifornimenti. Questo attacco si aggiunge ai danni già subiti dal ponte meridionale, isolando ulteriormente Kiev.

Il Ministero degli Esteri russo ha esortato diplomatici e cittadini stranieri a lasciare la capitale ucraina, mentre si intensificano le preoccupazioni per un attacco massiccio. Secondo il New York Times, il comando russo sarebbe pronto a lanciare oltre mille missili per distruggere la rete energetica ucraina in vista dell'inverno. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato il tentativo del Cremlino di costringere la popolazione a evacuare le principali città, citando documenti d'intelligence.

Per affrontare l'emergenza viabilità, il ministro delle Infrastrutture ucraino, Mykola Kalashnyk, ha annunciato la costruzione di ponti galleggianti sul Dnipro, con l'obiettivo di ripristinare almeno la metà della capacità di transito originale in circa tre mesi. Nel frattempo, Kiev ha intensificato i raid aerei contro le raffinerie di petrolio in Russia.

Sul fronte geopolitico, il presidente russo Vladimir Putin sembra puntare sull'aumento dei prezzi energetici e dei tassi d'interesse per minare il sostegno occidentale. Inoltre, emergono notizie di presunti negoziati condotti dall'amministrazione Trump su un accordo petrolifero da 20 miliardi di dollari legato alla compagnia russa Lukoil, evidenziando un complesso intreccio tra interessi commerciali e diplomazia nel tentativo di risolvere il conflitto.

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