Monte dei Paschi sfida Intesa, “un polo da 70 miliardi con Bpm e Banca Generali”

Monte dei Paschi di Siena ha presentato un piano ambizioso per contrastare l'offerta pubblica di acquisto di Intesa Sanpaolo, valutata oltre 30,6 miliardi di euro. Il CEO Luigi Lovaglio ha ottenuto il via libera dal consiglio di amministrazione per lanciare due offerte pubbliche di scambio, una su Banco Bpm e l'altra su Banca Generali. Il voto ha visto nove consiglieri favorevoli su tredici, con quattro astenuti.
Se le operazioni dovessero andare a buon fine, si creerebbe un gruppo bancario con una capitalizzazione di circa 70 miliardi di euro, diventando il terzo polo bancario in Italia. Le offerte prevedono il pagamento in azioni di Montepaschi, il che potrebbe portare Crédit Agricole e Generali a diventare soci significativi del nuovo gruppo.
Tuttavia, il progetto affronta diverse sfide. Crédit Agricole, che detiene il 29,3% di Banco Bpm, ha recentemente espresso la preferenza per un'alleanza con la propria controllata italiana. Inoltre, Generali possiede il 50,17% di Banca Generali, rendendo necessario il suo consenso per procedere. Lovaglio ha anche proposto una super cedola per incentivare gli azionisti di Montepaschi a sostenere il piano.
Essendo Mps sotto passivity rule, sarà necessaria l'approvazione dell'assemblea dei soci, che dovrà scegliere tra il piano di Lovaglio e quello di Carlo Messina di Intesa Sanpaolo. Per approvare il progetto serviranno due terzi dei voti, un obiettivo complicato dalla contrarietà di importanti azionisti come Delfin e Caltagirone.
Il Tesoro, azionista con una quota del 4,8%, ha manifestato il desiderio di mantenere integro Montepaschi. In Borsa, Banco Bpm e Banca Generali hanno chiuso in rialzo, mentre Mps ha registrato un calo. I mercati attendono ora il consiglio di amministrazione di Banca Generali, convocato per il 21 agosto, per una prima valutazione della situazione.
