Midterm, quanto pesa l’econopmia

Midterm, quanto pesa l'econopmia

Nel 1992, il politologo James Carville, stratega della campagna di Bill Clinton, sottolineò che l'interesse principale degli elettori americani era la propria situazione economica piuttosto che i successi in politica estera. Questo principio rimane attuale e rappresenta una costante nella politica statunitense.

Recenti dati sul PIL degli Stati Uniti mostrano una crescita del 3,4% nel terzo trimestre del 2026, in aumento rispetto al 2,2% dei tre mesi precedenti e superiore alle aspettative. Tuttavia, questi numeri non riflettono il benessere economico degli americani, che continuano a fronteggiare problemi come inflazione, dazi e conflitti. La crescente presenza di data center energivori alimenta preoccupazioni per l'aumento delle bollette.

Per comprendere il benessere economico negli Stati Uniti, è fondamentale considerare l'inflazione e i costi dei beni di consumo. A settembre, l'inflazione ha raggiunto il 3,7% su base annua, in aumento rispetto al 3,4% di agosto. Il prezzo della benzina è salito da 3 a 4,30 dollari al gallone a seguito di tensioni geopolitiche, mentre il costo del diesel, cruciale per i trasporti e l'agricoltura, ha superato i 6 dollari al gallone.

Nel mese di settembre, il prezzo della benzina è aumentato di oltre il 9%, e nell'ultimo anno, l'indice dei costi energetici è cresciuto del 20%. A queste difficoltà si aggiungono i costi dei dazi, con le imprese dell'Oregon che hanno pagato circa 3 miliardi di dollari in imposte doganali tra marzo e dicembre dello scorso anno.

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