Mercati contrastati dall’Asia all’Europa, tensioni a Hormuz infiammano il petrolio

Mercati contrastati dall'Asia all'Europa, tensioni a Hormuz infiammano il petrolio

I prezzi del petrolio sono nuovamente in aumento a causa delle recenti tensioni nel Medio Oriente, scatenate dagli attacchi statunitensi alle basi iraniane nello stretto di Hormuz. Il Brent, con consegna a novembre, ha superato i 90 dollari al barile, mentre il Wti per i contratti di ottobre ha superato gli 85 dollari, entrambi in crescita di quasi il 3%. Anche il gas naturale ha visto un incremento, con il TTF di Amsterdam che ha superato i 69 euro al megawattora.

Le preoccupazioni legate alla situazione iraniana si sommano alle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, che durante il simposio di Jackson Hole ha accennato a un possibile aumento dei tassi di interesse a settembre per combattere l'inflazione.

All'apertura della settimana, le Borse europee mostrano andamenti contrastanti: Milano guadagna circa lo 0,3%, in linea con Parigi, mentre Francoforte registra un calo di circa mezzo punto percentuale. Londra, invece, rimane chiusa per festività.

Anche le piazze finanziarie asiatiche hanno avuto performance miste: Tokyo ha ceduto lo 0,23%, Hong Kong è rimasta sotto la parità, mentre Seoul ha chiuso in rialzo dello 0,46%. La Borsa di Shanghai ha mostrato segni positivi.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità