Mazzette per i certificati sul caro estinto, misura cautelare per 19

Agenti della squadra mobile di Palermo, appartenenti alla sezione Anticorruzione, hanno eseguito un'ordinanza del gip che impone l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per 17 impresari di pompe funebri. Questi sono accusati di corruzione nei confronti di due medici legali, rispettivamente di 67 e 69 anni, dell'Azienda sanitaria provinciale, indagati anche per falso ideologico. Per uno dei medici, ancora in servizio, è stata disposta la sospensione per un anno dall'attività di pubblico servizio, mentre per l'altro, in pensione, è stato imposto il divieto di esercitare la professione.
Le indagini, condotte dalla squadra mobile, si sono concentrate sul rilascio di certificati di morte per decessi domiciliari a Palermo, emessi senza alcun controllo sui deceduti. Attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, è emerso un presunto sistema illecito in cui numerosi imprenditori funebri si recavano presso le abitazioni dei medici legali, ottenendo i certificati necroscopici in cambio di somme di denaro concordate. Questi certificati, rilasciati a vista e per modeste cifre, venivano emessi senza alcun accertamento, portando così all'accusa di corruzione e falso ideologico nei confronti dei due professionisti.
