Maldive, cosa non torna: le bombole, il divieto alle immersioni profonde, i dubbi sui permessi
Il ministero del Turismo delle Maldive ha stabilito un limite di immersione a trenta metri di profondità per le attività subacquee, applicabile a tutti i partecipanti, senza eccezioni. Tuttavia, la recente tragedia che ha coinvolto cinque sub italiani ha sollevato interrogativi sulla conformità a queste normative. Gli investigatori, tra cui la Procura di Roma, stanno esaminando vari aspetti, tra cui le miscele delle bombole utilizzate e la validità dei permessi per l’immersione.
La polizia maldiviana sta indagando se l’escursione fosse di natura scientifica, poiché tali attività possono richiedere autorizzazioni speciali per superare il limite di profondità. L’ambasciatore d’Italia a Colombo ha confermato che due delle vittime erano coinvolte in una missione di ricerca, ma l’immersione non era parte ufficiale del progetto.
Attualmente, le deroghe per immersioni oltre i trenta metri sono concesse principalmente per scopi di ricerca o documentaristici, ma il governo delle Maldive sta considerando una riforma per consentire immersioni tecniche fino a quaranta metri. Tuttavia, esperti avvertono che tali immersioni comportano rischi significativi e potrebbero non essere coperte dalle assicurazioni.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti e sta raccogliendo informazioni dalle autorità maldiviane. Gli inquirenti stanno valutando se si tratti di un incidente o se vi siano responsabilità più gravi, inclusi possibili malfunzionamenti delle attrezzature. Le testimonianze dei presenti e le analisi delle attrezzature saranno cruciali per chiarire la dinamica dell’incidente.
