L’origine dell’Etna potrebbe essere unica al mondo
L’Etna, il vulcano più attivo d’Europa, presenta un’origine che potrebbe essere unica al mondo. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research, condotto dall’Università di Losanna con la partecipazione di Anna Rosa Corsaro dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, il meccanismo di formazione del vulcano è simile a quello dei piccoli vulcani sottomarini, ma riguarda un sistema di grande dimensione attivo da circa 500.000 anni.
L’Etna, che supera i 3.000 metri sul livello del mare e registra eruzioni frequenti, non si inserisce nei modelli geologici tradizionali. Non si trova al confine tra placche tettoniche e non è un vulcano esplosivo generato da subduzione, come il Monte Fuji. Inoltre, pur essendo vicino a una zona di subduzione, la sua composizione chimica è simile a quella dei vulcani situati su hotspot, ma non ci sono strutture di questo tipo nelle vicinanze.
I ricercatori hanno analizzato campioni di lava per tracciare l’evoluzione chimica del vulcano. I risultati indicano che il materiale eruttato è rimasto sostanzialmente invariato nel tempo, nonostante i cambiamenti nel regime tettonico. L’Etna è alimentato da piccole quantità di magma presenti nel mantello superiore, a circa 80 chilometri di profondità, trasportate verso la superficie da movimenti tettonici legati alla collisione delle placche africana ed eurasiatica.
Questa ricerca suggerisce che l’Etna potrebbe appartenere a una nuova categoria di vulcani, definiti “petit-spot”, descritti per la prima volta nel 2006 da geologi giapponesi. La scoperta offre nuove prospettive per la comprensione della formazione di altri sistemi vulcanici nel mondo.
