L’Italia lavora di più, ma guadagna di meno
Un rapporto dell’OCSE sul mercato del lavoro in Italia evidenzia una situazione complessa: sebbene la disoccupazione sia scesa al minimo storico del 5% e i posti di lavoro siano aumentati, i salari reali continuano a diminuire, portando a una perdita di potere d’acquisto per i lavoratori. Nel 2026, si prevede un ulteriore calo dei salari reali dello 0,9%, seguito da un modesto recupero dello 0,2% nel 2027. Questo è attribuito all’aumento dei prezzi dell’energia e all’inflazione, che si attesterà intorno al 3%.
Nonostante un incremento iniziale delle retribuzioni (+1,3% all’inizio dell’anno), i salari reali sono inferiori del 6,1% rispetto al primo trimestre del 2021, il dato peggiore tra le principali economie dell’OCSE. La situazione è aggravata dall’uso di clausole di non concorrenza, che limitano la mobilità lavorativa.
Il tasso di occupazione ha raggiunto un record del 62,8% nel primo trimestre, ma l’Italia rimane indietro rispetto alla media OCSE di 72,1%, con un divario particolarmente accentuato per donne e giovani.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. L’opposizione ha criticato duramente il governo Meloni, evidenziando come i dati confermino un quadro preoccupante per i salari e l’occupazione. La maggioranza ha difeso i risultati, sottolineando i progressi nel mercato del lavoro.
