L’Italia fattura 3.5 miliardi di euro sott’acqua
Il rapporto sull’economia subacquea italiana rivela un fatturato di 3,5 miliardi di euro, evidenziando l’importanza di questo settore nelle politiche industriali del Paese. Andrea Prete, Presidente di Unioncamere, sottolinea che l’Italia si configura come un nodo strategico per le telecomunicazioni e l’energia tra Europa, Africa e Medio Oriente.
Il documento, redatto dall’Osservatorio Nazionale sull’economia del mare di Informare e dal Centro Studi G.Tagliacarne, ha censito 189 imprese che occupano 63.458 addetti, corrispondenti allo 0,34% dell’occupazione nazionale. Queste aziende generano un fatturato complessivo di 30,5 miliardi di euro e producono un valore aggiunto di 7,3 miliardi, pari rispettivamente allo 0,72% e allo 0,68% dell’economia italiana.
Negli ultimi dieci anni, il valore dei prodotti e sistemi subacquei è aumentato del 216%, passando da 1,1 miliardi a 3,5 miliardi di euro. Le aree di sviluppo analizzate includono difesa e sicurezza, energia offshore, telecomunicazioni, ricerca scientifica e deep sea mining.
Il rapporto evidenzia anche l’importanza delle tecnologie strategiche, con le imprese censite che detengono 12.659 brevetti, di cui 2.840 legati a tecnologie avanzate. Lombardia e Lazio rappresentano oltre il 91% del patrimonio brevettuale. Inoltre, il 40% degli addetti è laureato, una percentuale significativamente superiore alla media del settore manifatturiero.
Giovanni Acampora, Presidente della Camera di Commercio di Frosinone e Latina, ha dichiarato che questo studio rappresenta una base per un futuro industriale promettente e ancora da esplorare.
