Liste d’attesa all’ASP di Agrigento, esame fissato nel 2029: la denuncia dei consiglieri Brucculeri e Blò

Liste d’attesa all’ASP di Agrigento, esame fissato nel 2029: la denuncia dei consiglieri Brucculeri e Blò

Un’attesa di quasi tre anni per sottoporsi a un’ileocolonscopia retrograda all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, con appuntamento fissato per il 4 luglio 2029. È il caso denunciato dai consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, esponenti del Movimento ControSistema, che chiedono un intervento immediato dell’ASP di Agrigento e degli organi regionali competenti sulla gestione delle liste d’attesa.

In una nota diffusa oggi, 30 ottobre 2026, i due consiglieri esprimono una ferma protesta per quello che definiscono un episodio di grave inefficienza del servizio sanitario pubblico. Al centro della denuncia, i tempi di prenotazione di un esame diagnostico ritenuto fondamentale per la prevenzione e la tutela della salute.

Secondo Brucculeri e Blò, un'attesa superiore a mille giorni rischia di compromettere il diritto alla prevenzione e di costringere i cittadini a rivolgersi alla sanità privata oppure a rinunciare alle cure. Una situazione che, sottolineano, assume particolare rilevanza per le famiglie già alle prese con difficoltà economiche.

I rappresentanti del Movimento ControSistema richiamano l’articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute, contestando una gestione delle liste d’attesa che ritengono incompatibile con le esigenze dei pazienti.

Da qui la richiesta alla direzione dell’ASP di Agrigento e agli organismi regionali competenti di intervenire con urgenza per rivedere le agende di prenotazione, attivare in via straordinaria i percorsi di tutela e garantire tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie adeguati alle necessità dei cittadini.

La presa di posizione si conclude con un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e con l'intenzione di mantenere alta l'attenzione sulla vicenda. «La salute non è una concessione, è un diritto. Non resteremo a guardare», dichiarano Brucculeri e Blò.

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