L’IA fatta a debito, la finanza in allarme per i rischi del ciclo tecnologico
La Banca dei Regolamenti Internazionali, nel suo Rapporto economico annuale 2026, evidenzia quattro vulnerabilità nei mercati: inflazione persistente, debiti pubblici elevati, fragilità finanziaria e sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale. L’IA non è considerata una moda passeggera, ma le aspettative elevate su produttività e ritorni sugli investimenti potrebbero rivelarsi infondate, portando a una correzione disordinata dei mercati.
Il ciclo dell’IA presenta caratteristiche tipiche di una “bolla tecnologica”, inclusi investimenti accelerati, valutazioni elevate e un crescente ricorso al debito. La BRI ha già segnalato che gli investimenti in IA stanno diventando una parte significativa della crescita economica, con un passaggio dal finanziamento tramite flussi di cassa al debito, in particolare attraverso il credito privato, meno trasparente e regolato.
Le recenti correzioni di Borsa, come il calo del Nasdaq e la pressione sui titoli dei semiconduttori, mettono in evidenza questa fragilità. L’aumento dell’inflazione e l’eventuale innalzamento dei tassi d’interesse potrebbero ridurre il sostegno ai titoli a rapida crescita, creando preoccupazioni per le spese in IA finanziate a debito.
Tuttavia, non si può parlare di un imminente crollo. La situazione attuale è diversa rispetto alla bolla ‘dot-com’, con i giganti della tecnologia che stanno aumentando la spesa per l’IA in modi diversi. Mentre alcune aziende come Alphabet beneficiano di solidi flussi di cassa, altre come Microsoft e Meta affrontano pressioni maggiori.
Il ciclo di investimento in IA ricorda le storiche costruzioni ferroviarie e l’elettrificazione, dove il capitale è stato mobilitato più rapidamente rispetto alla capacità dell’economia di assorbirlo. La questione centrale rimane: quanto tempo ci vorrà affinché questi investimenti generino ricavi sufficienti a coprire i costi? Se i ritorni tardano ad arrivare, si prevede un riassestamento prolungato piuttosto che un crollo immediato.
