L’Amministratore Delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, si appresta a lasciare il suo incarico a causa di tensioni con la Presidenza del Consiglio, in particolare legate alla gestione del progetto “Michelangelo Dome”, una nuova tecnologia di difesa aerea. Questa iniziativa, presentata a fine novembre, è stata vista come una mossa avventata da Cingolani, creando imbarazzo per la Premier Giorgia Meloni nei rapporti con i partner europei e minando la fiducia nel manager.

La sostituzione di Cingolani è ormai considerata certa, mentre il governo si prepara a definire le nomine per le partecipate di Stato. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha commentato la situazione, affermando che non è la politica a giudicare, ma i risultati e i mercati, pur esprimendo apprezzamento per il lavoro di Cingolani negli ultimi tre anni.

Per la successione, i nomi più accreditati sono Lorenzo Mariani, attuale guida di MBDA, e Gian Piero Cutillo, responsabile della divisione elicotteri di Leonardo. Non si esclude un modello di leadership condivisa tra i due. Tra le opzioni per la presidenza, si fanno i nomi di Francesco Macrì e Giuseppe Cossiga.

Le nomine non riguardano solo Leonardo, ma anche altre partecipate. Per Enel si prevede la conferma di Paolo Scaroni e Flavio Cattaneo. In Eni, Claudio Descalzi è certo di un quinto mandato, mentre per la presidenza si valutano figure istituzionali. Infine, se la Di Foggia dovesse lasciare Terna, Pasqualino Monti è il candidato principale per la successione. Andrea De Gennaro, invece, rimarrà alla guida della Guardia di Finanza fino a fine anno.

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