Lampedusa, la bimba morta di freddo e l’orrore: “Diverse donne stuprate”

Lampedusa ha vissuto una nuova tragedia durante l’ultimo sbarco sul molo Favaloro, dove una neonata di un mese è morta di freddo. Francesco D’Arca, responsabile del poliambulatorio dell’isola, ha raccontato di una madre che ha cercato di salvare la propria figlia, ma nonostante gli sforzi dei rianimatori, la piccola era già in condizioni critiche al momento del soccorso. Entrambe provengono dalla Costa d’Avorio e la procura ha aperto un fascicolo per indagare sull’accaduto.

I migranti, che avevano pagato tra 400 e 600 euro ai trafficanti, sono partiti da Sfax-El Amra in Tunisia in condizioni di mare avverse. I medici ipotizzano che il cuore della neonata possa aver smesso di battere mentre stava per toccare terra, dopo l’intervento della motovedetta della guardia di finanza. È stata disposta un’ispezione cadaverica per confermare l’ipotermia come causa del decesso. Il corpicino sarà trasferito in una camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana.

Inoltre, D’Arca ha denunciato la presenza di diverse donne vittime di stupro tra i migranti. Queste donne presentano segni di violenza fisica e, soprattutto, traumi psicologici. È stato avviato un percorso di assistenza con professionisti e volontari, ma le ferite potrebbero richiedere molto tempo per guarire.

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