L’algoritmo del crollo: cos’è l’accelerazionismo, la cultura dell’odio che strega i giovanissimi

Dopo l'aggressione avvenuta in una scuola media a Centocelle, Roma, dove un alunno di 13 anni ha colpito la propria insegnante con un coltello, le indagini hanno rivelato un malessere sociale amplificato da dinamiche online e da una filosofia distruttiva. Gli investigatori stanno esaminando i dispositivi digitali del ragazzo, alla ricerca di collegamenti con canali di messaggistica e forum legati all'accelerazionismo, una corrente teorica emersa negli anni '90 che propone di accelerare le contraddizioni del capitalismo fino a un punto di rottura.
L'accelerazionismo ha diverse declinazioni, tra cui quella neoreazionaria-libertaria, che mira a smantellare le strutture statali, e quella militante online, che incita alla violenza per provocare il collasso delle istituzioni democratiche. Questa filosofia ha trovato terreno fertile in ambienti digitali, dove si sovrappone a comunità di Incel, che condividono esperienze di isolamento e frustrazione relazionale. Qui, la "Pillola Nera" propone una visione deterministica della società, in cui il posizionamento sociale è fissato da fattori biologici e estetici.
Le indagini hanno messo in luce come la combinazione di queste ideologie possa incanalare la rabbia individuale verso figure d'autorità e la comunità. La violenza viene presentata come un mezzo per "accelerare" il crollo di una società percepita come corrotta. Inoltre, il fenomeno della "gamification" applicato alla violenza trasforma eventi tragici in giochi, creando una competizione per visibilità tra autori di atti violenti.
L'esposizione a contenuti tossici, amplificata da algoritmi che premiano l'odio, rischia di abbattere la barriera tra provocazione virtuale e realtà. In questo contesto, portare un coltello a scuola diventa un rituale di ingresso in una comunità invisibile, che soddisfa la ricerca di visibilità e accetta le fragilità dei più giovani, trasformando la solitudine in radicalizzazione.
