L’accusa della procura: “Armao aveva un ruolo sostitutivo del vertice politico”

Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana, è al centro di un'inchiesta della procura che ne richiede l'arresto, accusandolo di aver avuto un ruolo sostitutivo rispetto al vertice politico. Secondo i magistrati, Armao non si limitava a fornire consulenze legali, ma esercitava una notevole influenza in cambio di denaro.
L'indagine ha rivelato che Armao era in grado di convocare figure chiave, come il direttore generale della Sanità Salvatore Iacolino, coinvolto in un'altra inchiesta della direzione distrettuale antimafia. Il suo intervento era mirato a sostenere gli interessi della Samo, una società attiva nel settore delle cure palliative, preoccupata per un decreto che avrebbe ampliato la lista delle aziende convenzionate per le cure domiciliari, riducendo i profitti.
Il legale Pierluigi Matta fungeva da intermediario tra Armao e il presidente della Samo, Luigi Zancla, e secondo l'accusa era lui a incassare tangenti. Una nota spesa di 6.000 euro, presentata da Matta alla Samo, è stata tracciata dagli inquirenti. Zancla, intercettato, ha confermato il pagamento, definendo Armao come "capo della segreteria legale del Presidente Schifani".
L'indagine ha anche messo in luce che Matta stipulava contratti di consulenza per mascherare tangenti destinate ad Armao. Le autorità hanno registrato un video che documenterebbe lo scambio di denaro tra il legale e l'ex vicepresidente, con i soldi nascosti in un orologio a pendolo nel suo studio di Palermo.
