La Sicilia possiede il 40% dei beni culturali italiani, ma il 71% è inutilizzato

La Sicilia possiede il 40% dei beni culturali italiani, ma il 71% è inutilizzato

La Sicilia detiene circa il 40% del patrimonio culturale italiano, che comprende 32 aree archeologiche, 139 musei e gallerie, 188 teatri e sette siti riconosciuti dall'Unesco. Questo patrimonio genera un giro d'affari annuo di circa 352 milioni di euro e sostiene 15.000 posti di lavoro diretti, oltre a molteplici opportunità nel settore turistico. Tuttavia, un recente rapporto di "The European House Ambrosetti", presentato a Taormina, rivela che solo il 24,7% dei siciliani ha visitato un museo o un sito archeologico nel 2023, con una percentuale ancora più bassa, sotto il 22%, tra i giovani sotto i 35 anni.

Il rapporto mette in luce il potenziale inespresso dei beni culturali siciliani, evidenziando il caso del Parco Archeologico della Valle dei Templi, che, nonostante sia uno dei più estesi del Mediterraneo, attira poco più di un milione di visitatori all'anno, rispetto ai oltre 4 milioni di Pompei. Inoltre, il 71% del patrimonio culturale regionale risulta inutilizzato o poco valorizzato. Le cause di questa situazione includono la condizione di insularità della Sicilia e le carenze infrastrutturali nel settore dei trasporti. Anche la spesa regionale per la valorizzazione dei beni culturali è limitata, attestandosi allo 0,3% rispetto all'1,1% della Campania. Recentemente, è stato annunciato un intervento da oltre 180 milioni di euro per 57 progetti a favore di siti monumentali e paesaggistici.

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