La ritorsione di Putin, pioggia di missili e droni su Kiev
Una domenica drammatica ha colpito l’Ucraina, con Kiev avvolta da fumi neri e incendi che hanno danneggiato edifici residenziali, uffici, negozi e scuole. Tra i luoghi colpiti, anche il ministero degli Esteri ucraino e la piazza Maidan. L’attacco ha interessato anche la residenza dell’ambasciatore albanese, mentre le emittenti pubbliche tedesche Ard e Deutsche Welle hanno subito danni. I vigili del fuoco sono stati impegnati a spegnere le fiamme e i soccorritori hanno evacuato i feriti.
Questo attacco su larga scala è stato descritto come una vendetta da parte di Vladimir Putin, in risposta a un raid ucraino che ha causato 18 vittime in un edificio nel Lugansk. La Russia ha lanciato 90 missili, tra cui Iskander, Kinzhal e Zircon, e 600 droni, provocando la morte di quattro persone e oltre 80 feriti. Il missile ipersonico Oreshnik ha colpito Bila Tserkva, causando due morti e 69 feriti.
Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. I leader europei, tra cui Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, hanno condannato l’attacco, sottolineando la brutalità del Cremlino e il disprezzo per la vita umana. Ursula von der Leyen ha annunciato ulteriori aiuti per potenziare i sistemi di difesa ucraini. Kaja Kallas ha descritto l’uso dei missili Oreshnik come una tattica intimidatoria. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha definito l’escalation russa una dimostrazione di brutalità contro i civili.
Volodymyr Zelenskyy ha chiesto decisioni concrete da parte degli Stati Uniti e dell’Europa, sottolineando la necessità di risposte a questo attacco.
