La grandine e l’amianto, il maltempo in Lombardia ora fa paura
Una violenta grandinata ha colpito Montodine all’alba di lunedì, con chicchi che hanno raggiunto dimensioni di sette centimetri, causando danni ingenti. Il novanta percento delle coperture del paese nel Cremasco è stato distrutto, spingendo il sindaco Alessandro Pandini a firmare un’ordinanza per prevenire rischi sanitari e ambientali legati alla possibile dispersione di fibre di amianto.
Le intemperie, che si sono abbattute in un breve lasso di tempo, hanno danneggiato molte lastre in cemento-amianto di edifici risalenti agli anni Sessanta e Settanta. L’ordinanza impone ai proprietari e ai detentori degli immobili danneggiati di attivarsi entro dieci giorni per incaricare un tecnico qualificato che verifichi lo stato delle strutture e rediga un programma di interventi. I lavori di ripristino delle condizioni di sicurezza dovranno essere avviati rapidamente, nel rispetto delle normative ambientali.
Il rischio di inquinamento e i potenziali pericoli per la salute pubblica sono legati alla natura dei materiali edili utilizzati in passato. Le coperture in cemento-amianto, diffuse negli edifici costruiti decenni fa, possono rilasciare particelle cancerogene se danneggiate. La violenza della grandinata ha creato la possibilità che queste fibre tossiche si disperdano nell’aria, rendendo necessarie verifiche tecniche e interventi di messa in sicurezza per le strutture colpite.
