Kalashnikov: operazione di polizia e carabinieri allo Zen 2

L’operazione di polizia e carabinieri ha avuto inizio all’alba a Palermo, con un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine nel quartiere Zen 2. Su indicazione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Massimo Mariani, sono in corso perquisizioni mirate per individuare possibili depositi di armi utilizzate in recenti atti di violenza. L’attenzione è rivolta in particolare a pistole, fucili e kalashnikov, impiegati in attacchi contro esercizi commerciali.

Le indagini collegano questi episodi a una strategia di intimidazione legata al racket delle estorsioni e al controllo del territorio. Negli ultimi mesi del 2025 e nei primi del 2026, si è registrata un’escalation di sparatorie in diverse zone della città, con attacchi mirati a locali e attività commerciali. In particolare, sono stati segnalati episodi di bottiglie incendiarie e raffiche di kalashnikov contro le vetrine di ristoranti.

Gli investigatori sospettano che il gruppo armato operante in queste azioni provenga dallo Zen 2, dove la pressione delle forze dell’ordine è aumentata. Resta da chiarire la provenienza delle armi da guerra, che rappresentano un elemento chiave dell’escalation criminale. Tra le ipotesi c’è quella di un arsenale riconducibile al Clan Lo Piccolo, mai completamente smantellato. Anche dalla Sicilia orientale, in particolare da Catania, giungono segnalazioni di uso di kalashnikov, suggerendo un quadro criminale più ampio.

Negli ultimi mesi, lo Zen ha visto un aumento di sparatorie e omicidi, con segni di una crescente violenza interna. Gli inquirenti interpretano questo fenomeno come una possibile perdita di controllo delle cosche tradizionali e la nascita di un terrorismo mafioso, con bande giovanili armate che agiscono con logiche più spietate. La città rimane così in uno stato di tensione, con interrogativi aperti sulla rete armata che ha dato inizio a questa nuova fase di terrore.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità