Iran, sfida a Trump sullo Stretto di Hormuz: pedaggi e repressione interna
L’Iran ha risposto rapidamente al discorso del presidente statunitense Donald Trump, che non ha fornito soluzioni al conflitto in corso. Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Irna e dalla CNBC, l’Iran e l’Oman stanno sviluppando un protocollo per monitorare il transito nello Stretto di Hormuz, introducendo un pedaggio recentemente approvato dal parlamento iraniano. Il vice ministro degli esteri, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato che i nuovi requisiti non implicheranno restrizioni, ma serviranno a garantire un passaggio sicuro e a migliorare i servizi per le navi.
Questa iniziativa rappresenta una sfida diretta agli Stati Uniti, mentre il regime degli ayatollah sembra non avere intenzione di negoziare prima di un eventuale deterioramento della situazione. Nonostante la sua inferiorità militare, l’Iran punta a sfruttare il tempo e la resistenza per logorare gli avversari.
Nel frattempo, il presidente iraniano Pezeshkian ha ribadito la determinazione del paese a difendersi con tutte le proprie forze. Tuttavia, il regime sta intensificando la repressione interna, con esecuzioni di prigionieri politici legati alle proteste antigovernative di gennaio. Recentemente, quattro di questi prigionieri sono stati giustiziati. Inoltre, è stata arrestata l’avvocatessa Nasrin Sotoudeh, nota per la sua lotta per la democrazia e il rispetto dei diritti umani, prelevata dalla sua abitazione nel cuore della notte dopo aver criticato la Repubblica islamica.
