Immagini satellitari rivelano i danni all’impianto petrolifero saudita attaccato dall’Iraq

Immagini satellitari rivelano i danni all'impianto petrolifero saudita attaccato dall'Iraq

Le immagini satellitari hanno rivelato i danni subiti dall'oleodotto Est-Ovest saudita, situato nella regione dell’Hejaz, a seguito di un attacco aereo avvenuto l'11 settembre. Questo attacco ha costretto l'Arabia Saudita, il principale esportatore mondiale di petrolio, a chiudere l'impianto come misura precauzionale.

Secondo il Ministero dell’Energia saudita, l'attacco è stato attribuito a droni provenienti dall'Iraq, dove operano milizie sostenute dall'Iran. L'oleodotto, lungo 1.200 km, era in grado di trasportare tra 4 e 5 milioni di barili di petrolio al giorno, rappresentando il 4-5% dell'offerta globale. Questa infrastruttura ha permesso all'Arabia Saudita di evitare i problemi di traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, dove il passaggio delle petroliere era stato notevolmente ridotto a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

Le immagini fornite da Planet Labs, scattate prima e dopo l'attacco, mostrano danni evidenti alle strutture, con fumi neri visibili da un tratto dell'oleodotto a sud di Medina. Il Ministero degli Esteri saudita ha confermato che l'attacco ha causato alcuni feriti e che i danni sono ancora in fase di valutazione, senza fornire dettagli sulle conseguenze per le esportazioni.

L'attacco ha ulteriormente complicato la già difficile situazione energetica nella regione, in coincidenza con la conquista dell'isola di Perim da parte dei ribelli Houthi, alleati dell'Iran, secondo fonti governative yemenite.

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