Preso il killer più sanguinario del Brasile, ha confessato 80 omicidi

Jorlan Alves da Silva, 33 anni, è stato arrestato a Mulungu, nello Stato di Paraíba, mentre era travestito da donna, con una parrucca nera e un bambino di meno di due anni in braccio per non destare sospetti. Era ricercato per 15 o 16 omicidi, ma ha confessato di averne commessi 80, iniziando a uccidere all'età di tredici anni. Se confermata, questa cifra lo renderebbe il killer più sanguinario della storia del Brasile, superando il noto "Dexter brasiliano", Pedro Rodrigues Filho, con 71 omicidi accertati.
L'arresto è avvenuto dopo un'operazione di polizia di quarantotto ore, conclusasi con la cattura di da Silva, che era riuscito a fuggire circa venti giorni prima dopo uno scontro a fuoco. La sua fuga è stata ostacolata da un tatuaggio sul petto, visibile a causa di un vestito scuro troppo scollato. Le autorità affermano che ha commesso almeno quindici omicidi solo negli ultimi tre mesi.
Il capo della polizia locale, Douglas Garcia, ha avvertito che il numero totale di ottanta omicidi confessati potrebbe contenere margini di errore, ma la cifra reale non dovrebbe discostarsi molto. Da Silva, tornato in libertà nel maggio 2026 dopo aver scontato sei anni di carcere, è formalmente accusato solo per il duplice omicidio di due commercianti e una giovane donna, per il quale ha indicato il luogo di sepoltura del corpo.
Attualmente, l'uomo sarà sottoposto a perizia psichiatrica mentre le indagini continuano per verificare la sua confessione e confrontarla con i numerosi casi di omicidio irrisolti nella regione.
