Il suicidio di Denise, la figlia di Lea Garofalo: gli inquirenti ascolteranno il compagno

I carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati stanno indagando sul suicidio di Denise Cosco, avvenuto giovedì dopo che la donna si è lanciata dal palazzo in cui viveva ad Ariccia. Su delega della procura della Repubblica di Velletri, gli inquirenti ascolteranno il compagno di Denise per chiarire le circostanze delle ultime ore della 35enne, che dal 2018 era uscita dal programma di protezione.
Oggi è stata effettuata l'autopsia sul corpo di Denise, figlia di Lea Garofalo, assassinata nel 2009 dopo aver deciso di collaborare con la giustizia contro la 'Ndrangheta. I pm, coordinati dal procuratore Carlo Villani, hanno anche effettuato un sopralluogo nell'abitazione della donna e aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, che consente ulteriori accertamenti, inclusa l'analisi del cellulare di Denise.
Lea Garofalo, madre di Denise, fu uccisa dall'ex compagno Carlo Cosco e da complici della cosca calabrese, dopo aver lasciato il programma di protezione. La senatrice Enza Rando ha commentato la morte di Denise come una ferita profonda per il Paese, sottolineando che la mafia continua a colpire anche chi sopravvive.
L'Associazione magistrati ha descritto Denise come una donna coraggiosa, che ha testimoniato contro il padre dopo l'omicidio della madre. Il sindaco di Petilia Policastro ha espresso dolore per la sua scomparsa, mentre a Milano si sta valutando di piantare un albero in memoria di Denise accanto a quello dedicato a Lea Garofalo.
Nel giardino intitolato a Lea a Milano, si sono radunate centinaia di persone in ricordo di Denise, tra cui don Luigi Ciotti e Mario Calabresi, che hanno sottolineato l'importanza di assumersi responsabilità maggiori nella lotta contro la criminalità organizzata.
