Il rapporto Antigone, peggiora il clima nelle carceri italiane: aggressioni, tensioni e suicidi
Il sistema penitenziario italiano sta affrontando una grave crisi, come evidenziato nel XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione. La chiusura progressiva degli istituti ha portato a un aumento della violenza nelle carceri, con oltre il 60% dei detenuti costretti a rimanere in cella per gran parte della giornata. Le aggressioni tra detenuti sono aumentate del 73% dal 2021 al 2025, mentre quelle contro gli agenti di polizia penitenziaria sono cresciute del 12,4%.
Il numero di suicidi è allarmante: nel 2025 si sono registrati 82 casi, con 24 suicidi già avvenuti nel 2026. Antigone sottolinea che l’isolamento e la mancanza di attività contribuiscono a un clima di apatia e conflittualità, chiedendo un cambiamento radicale nelle politiche carcerarie. L’associazione propone un piano per riempire le carceri di vita, il ritiro delle circolari restrittive e misure per ridurre il sovraffollamento.
Nonostante un calo degli ingressi in carcere e una diminuzione dei reati, le pene si stanno allungando e le misure alternative alla detenzione stanno diminuendo. Attualmente, il 40,8% dei detenuti è alla prima carcerazione, mentre il 45,9% ha già scontato da una a quattro pene. La popolazione detenuta sta invecchiando, con un aumento degli over 50, mentre i giovani adulti mostrano una leggera crescita.
Il sovraffollamento è un problema critico, con istituti come quello di Potenza che registrano un tasso del 171%. Al 30 aprile 2026, in Italia ci sono 64.436 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti, con un tasso reale di sovraffollamento del 139,1%.
