Il racconto del pilota-eroe: “Se non avessi avuto coraggio 170 sarebbero morti”

Le autorità israeliane stanno indagando sul copilota del volo 1073 della Flydubai, che mercoledì scorso ha tentato di far precipitare l'aereo diretto da Dubai a Tel Aviv. Il copilota, originario dell'Oman, è stato trasferito dagli Emirati Arabi Uniti dopo un atterraggio d'emergenza in Arabia Saudita. Gli investigatori israeliani parteciperanno all'inchiesta condotta dalle autorità emiratine per chiarire le motivazioni del sospettato.
Il comandante dell'aereo, Smit Machchar, ha raccontato di aver affrontato la situazione mentre era ferito, riuscendo a sbloccare la porta della cabina di pilotaggio e permettendo ad altri passeggeri di intervenire. Machchar ha dichiarato di aver agito per salvare le 170 vite a bordo, affermando: "Non potevo lasciare che 170 persone morissero". Il premier indiano Modi ha elogiato il suo coraggio, così come il primo ministro israeliano Netanyahu.
L'attacco, che ha visto il copilota tentare di dirottare l'aereo in un attentato suicida, è stato sventato grazie all'intervento di Machchar e di altri quattro passeggeri. L'aereo è riuscito ad atterrare in sicurezza a Tobuk, in Arabia Saudita, da dove i passeggeri sono stati evacuati su un altro volo.
Tra coloro che hanno contribuito a fermare il copilota c'è Yaniv Hayon, un idraulico israeliano, che ha preso il controllo della cabina dopo l'aggressione al comandante. Hayon e gli altri tre passeggeri che hanno aiutato sono stati promessi di ricevere una medaglia al valor civile.
