Il Pentagono smentisce Trump: “Siamo a corto di munizioni”

Gli Stati Uniti stanno affrontando una carenza di munizioni a causa del conflitto in Iran, come riportato in un documento del Pentagono. Questo rapporto contraddice le affermazioni di Donald Trump, che ha recentemente dichiarato che le forze armate dispongono di "enormi quantità di munizioni". Il presidente ha persino sottoposto i dipendenti del ministero della Difesa a controlli di verità dopo la diffusione di notizie riguardanti la scarsità di missili intercettori Patriot.
Il dossier, redatto dall'ispettore generale del Pentagono, rivela che dei 33,4 miliardi di dollari spesi finora nell'operazione Epic Fury, circa 22 miliardi sono stati destinati all'acquisto di munizioni, evidenziando una carenza nelle scorte strategiche e una limitata capacità dell'industria bellica di soddisfare la domanda.
Secondo i media statunitensi, Trump sarebbe consapevole di questa situazione, motivo per cui ha evitato di lanciare attacchi su larga scala contro Teheran durante l'estate. Il rapporto menziona anche i danni significativi inflitti dalle forze iraniane alle basi americane nella regione, con centinaia di strutture danneggiate o distrutte. Inoltre, si segnala la perdita di quattro aerei da combattimento e di sette aerei da rifornimento, oltre a "fino a 30" droni d'attacco Mq-9 Reaper abbattuti. Attualmente, oltre 50.000 militari statunitensi sono coinvolti nella guerra del Golfo Persico, iniziata il 28 febbraio con gli attacchi israelo-americani contro l'Iran.
