Il centro-sinistra vince di misura in Svezia. A Andersson il compito arduo di formare il governo

Il centro-sinistra vince di misura in Svezia. A Andersson il compito arduo di formare il governo

Dopo quattro giorni di scrutinio, il centrosinistra svedese, guidato da Magdalena Andersson, ha ottenuto una vittoria di misura nelle elezioni, superando la coalizione di centro-destra guidata dal premier uscente Ulf Kristersson. Andersson riceverà ora dal presidente del Riksdag l'incarico di formare il nuovo governo. Il risultato, emerso al termine di una lunga notte elettorale e di giorni di riconteggio, ha confermato le proiezioni che indicavano un Paese diviso quasi a metà. Il margine tra le due coalizioni è rimasto esiguo, con i partiti che sostengono Andersson — Socialdemocratici, Verdi, Partito di Centro e Sinistra — che hanno prevalso sui partiti del governo conservatore di Kristersson, sostenuto dai Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson. Un fattore determinante è stato il calo della destra nazionalista di Åkesson, che ha visto una diminuzione dei consensi rispetto alle precedenti elezioni, deludendo le aspettative di chi la considerava il secondo partito del Paese. Per Andersson, già premier tra il 2021 e il 2022, si tratta di un ritorno alla guida del governo dopo un periodo all'opposizione. Sebbene avesse invitato alla cautela in attesa della certificazione dei risultati, ha promesso ai suoi sostenitori un nuovo governo per la Svezia. Tuttavia, la formazione dell'esecutivo non sarà semplice, poiché i partiti che la sostengono presentano programmi in parte incompatibili, e le trattative potrebbero richiedere settimane o mesi. Per Ulf Kristersson, invece, si conclude l'esperienza di governo iniziata nel 2022, che ha visto per la prima volta un sostegno esterno dei Democratici Svedesi a un esecutivo di centrodestra. Il ridimensionamento del partito di Åkesson ha chiuso, almeno per ora, la possibilità di un ingresso diretto dell'estrema destra nel governo. Con l'incarico di governo in arrivo, l'attenzione si sposta sui negoziati tra i partiti progressisti per definire il programma e la distribuzione dei ministeri, con temi chiave come immigrazione, sanità pubblica,

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