Il caso dei “30 secondi”: ex sindacalista condannato per violenza sessuale sulla hostess
Dopo due assoluzioni e l’intervento della Cassazione, la Corte d’Appello di Milano ha condannato un ex sindacalista di Malpensa a un anno e due mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una hostess. La donna aveva denunciato di aver subito abusi durante un incontro legato a una vertenza lavorativa nel marzo 2018.
La vicenda ha suscitato un ampio dibattito sul consenso e sulla reazione delle vittime di abusi. Sia il Tribunale di Busto Arsizio nel 2022 sia la Corte d’Appello avevano assolto l’imputato, sostenendo che la condotta contestata fosse durata solo 20-30 secondi, un intervallo che, secondo le sentenze, avrebbe consentito alla donna di reagire o allontanarsi. Questa motivazione aveva sollevato forti critiche da parte di associazioni e giuristi.
La svolta è arrivata nel febbraio 2025, quando la Cassazione ha annullato l’assoluzione, accogliendo il ricorso della Procura generale. La Corte ha stabilito che il ritardo nella reazione della vittima non esclude il reato di violenza sessuale, sottolineando che la sorpresa e il trauma di un’aggressione possono impedire una reazione immediata.
Nel nuovo processo, il sostituto procuratore generale Angelo Renna aveva chiesto una condanna a due anni. I giudici hanno riconosciuto la responsabilità dell’imputato, fissando la pena a un anno e due mesi e disponendo una provvisionale di 10 mila euro a favore della vittima. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
