Il boss in aula: “Chiedo clemenza, la mafia non mi appartiene più”

Il boss in aula: “Chiedo clemenza, la mafia non mi appartiene più”

Fabrizio Messina, boss di Porto Empedocle, ha chiesto di parlare prima del verdetto, esprimendo la sua volontà di prendere le distanze dalla mafia. Condannato per mafia e già detenuto in regime di 41 bis, Messina ha sottolineato che i veri capimafia meritano il carcere duro, come suo fratello Geraldino, attualmente in ergastolo, e un altro fratello, Salvatore.

Durante la sua dichiarazione, Messina ha chiesto clemenza al giudice, lasciando aperta la questione se si tratti di una strategia per attenuare la pena o di un reale ravvedimento. La sua dissociazione dalla mafia, pur non essendo un pentimento, è stata accompagnata da una richiesta di essere condannato come dissociato. Ha affermato di non voler discutere del suo passato, ma di concentrarsi sul presente e sul futuro, esprimendo un forte legame con la sua famiglia.

Il giudice ha inflitto a Messina una condanna di 17 anni, inferiore ai 20 richiesti dalla Procura, ma le sue parole non hanno influenzato il verdetto. Messina ha anche ribadito che non gli sono state contestate accuse di estorsione o intimidazione, sostenendo di non poter essere considerato un capo senza associati.

La situazione nella provincia di Agrigento rimane tesa, con conflitti tra clan mafiosi, in particolare tra quelli di Porto Empedocle e la cosca di Villaseta.

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