Hiv, nelle Fiji è emergenza nazionale: un caso ogni 60 persone

Le isole Fiji hanno dichiarato un'emergenza nazionale per l'HIV, con stime che indicano una persona su 60 affetta dal virus. Solo cinque anni fa, il rapporto era di uno su 167. Tra le donne in gravidanza, la prevalenza è di una su 50. Il governo sta intensificando le attività di screening e trattamento per affrontare l'aumento delle nuove infezioni, che, secondo il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS (Unaids), sono cresciute di dodici volte negli ultimi 15 anni.
Le proiezioni suggeriscono che nel 2025 circa 9.000 persone vivranno con l'HIV nelle Fiji, un Paese con meno di un milione di abitanti. Attualmente, solo il 39% dei pazienti è consapevole della propria sieropositività e solo il 22% riceve terapia antiretrovirale. Il ministro della Salute, Antonio Lalabalavu, ha descritto la situazione come una crisi nazionale, sottolineando che il governo sta trattando il problema con la massima serietà.
L'aumento dei casi è in parte attribuito a un incremento delle attività di screening, ma il ministro ha anche evidenziato il problema dello stigma associato alla malattia. Il governo prevede di ampliare i test e le cure gratuite per i sieropositivi e di distribuire aghi puliti per l'uso di droghe per via iniettiva. Gli analisti segnalano che la crisi è aggravata dall'uso crescente di metanfetamina per via endovenosa, un fenomeno in espansione nell'area del Pacifico.
La situazione nelle Fiji rappresenta un monito per il mondo, secondo Winnie Byanyima, direttrice esecutiva di Unaids, che ha affermato che l'AIDS non è finito e che le autorità devono rimanere vigili per prevenire possibili focolai anche in altre nazioni insulari del Pacifico.
