Gli Stati Uniti annunciano la fine ufficiale della missione in Iraq

L'esercito statunitense ha completato il ritiro delle truppe dall'Iraq, segnando la fine di una missione durata 12 anni, avviata per combattere l'Isis. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha comunicato che i soldati e le attrezzature americane hanno lasciato l'ultima base aerea a Erbil, nel nord del Paese. Parnell ha sottolineato che questo traguardo rappresenta il successo di una campagna che ha neutralizzato l'Isis come minaccia militare in Iraq e nella regione, e segna un passaggio verso un'iniziativa di sicurezza guidata dall'Iraq.
La presenza militare statunitense in Iraq si era protratta per 23 anni, interrotta solo dal ritiro del 2011 e dal successivo ritorno nel 2014 per affrontare lo Stato islamico. Nel 2007, gli Stati Uniti avevano schierato oltre 170.000 soldati, mentre negli ultimi anni il numero era sceso a circa 2.500. Il ritiro attuale completa un accordo raggiunto nel settembre 2024 tra l'amministrazione Biden e il governo iracheno, che prevedeva una transizione in due fasi.
Il primo ministro iracheno, Ali al-Zaidi, ha accolto la conclusione della missione della coalizione come l'inizio di un nuovo capitolo per l'Iraq, sottolineando l'importanza della sovranità del Paese e della forza delle sue istituzioni. Durante una cerimonia di chiusura, Zaidi ha evidenziato la prontezza delle forze irachene e l'importanza di partenariati equilibrati con gli alleati. Gran parte delle ultime truppe americane sarà ridislocata in Giordania e in altri Paesi della regione, mantenendo capacità di intelligence e intervento contro l'Isis.
