Giulia Tramontano, l’Appello bis riconosce la premeditazione di Impagnatiello: confermato ergastolo

Giulia Tramontano, l'Appello bis riconosce la premeditazione di Impagnatiello: confermato ergastolo

Alessandro Impagnatiello ha pianificato con lucidità l'omicidio della compagna Giulia Tramontano, incinta al settimo mese. Questo è quanto emerso al termine del processo di secondo grado bis, in cui la Corte di Cassazione ha confermato la condanna all'ergastolo, riconoscendo l'aggravante della premeditazione.

Il verdetto, che include tre mesi di isolamento diurno, è stato accolto con applausi dai familiari della vittima presenti in aula. I giudici hanno fissato in 45 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.

La decisione della Corte di Milano ha avvalorato la ricostruzione dell'accusa riguardo alla programmazione del delitto, avvenuto a Senago il 27 maggio 2023. Le prove di somministrazioni clandestine di veleno per topi nei mesi precedenti all'aggressione hanno rafforzato il quadro accusatorio. Oltre all'omicidio volontario pluriaggravato, restano confermate le accuse di interruzione non consensuale della gravidanza e occultamento di cadavere.

L'avvocato della famiglia, Nicodemo Gentile, ha sottolineato l'importanza della pronuncia, evidenziando che l'omicidio di una donna è sempre un femminicidio, frutto di un atto di dominio. Ha aggiunto che la Corte ha ribadito che anche in ambito affettivo si possono commettere omicidi per motivi futili e ben pianificati.

Chiara Tramontano, sorella di Giulia, ha espresso gratitudine verso i magistrati per l'esito del processo, sottolineando che Impagnatiello è destinato a vivere in galera. Ha anche evidenziato la differenza tra il comportamento della famiglia della vittima e quello dell'imputato durante le udienze, auspicando di poter andare avanti senza la paura di incontrarlo.

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