Garlasco: giallo sul documento scritto a mano sulla richiesta di archiviazione di Sempio

Il caso del delitto di Garlasco si complica con l’emergere di un documento scritto a mano, privo di timbri ufficiali, allegato alla bozza della richiesta di archiviazione per Andrea Sempio. Questo foglio, undici righe in tutto, fa riferimento a un esposto della madre di Alberto Stasi, Elisabetta Ligabò, e menziona indagini difensive condotte da una società privata che avrebbero indicato indizi di colpevolezza a carico di Sempio. La sua presenza in un fascicolo custodito dai Carabinieri di Pavia, non competente per le indagini, solleva interrogativi sull’autore e sulla sua legittimità.

Le anomalie riscontrate hanno spinto la Procura di Brescia ad avviare un’inchiesta per corruzione, indagando su possibili irregolarità nella gestione degli atti e su eventuali pressioni per influenzare l’esito delle indagini su Sempio.

Nel frattempo, Alberto Stasi ha deciso di lasciare Roma, esprimendo ai suoi legali la necessità di allontanarsi dalla pressione mediatica. Il suo team di difesa sta preparando una “contro-narrazione” del delitto, supportata da consulenze tecniche per contestare le accuse e richiedere la revisione del caso.

La situazione rimane tesa anche sul piano civile, con circa 200 querele depositate dalla famiglia Poggi e dalle gemelle K per diffamazione e atti persecutori. Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, ha espresso il dolore dei suoi assistiti per sentirsi giudicati su questioni infondate, in una vicenda che continua a rimanere avvolta nel mistero a quasi vent’anni dai fatti.

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