Financial Times: “L’Ue indaga su disinformazione filo-russa legata alle proteste”

Le autorità di regolamentazione dell'Unione Europea stanno indagando su possibili interferenze online e campagne di disinformazione provenienti da Paesi extra-Ue, che potrebbero aver contribuito alle recenti proteste in Francia e ad episodi di violenza in altri Stati membri. Secondo quanto riportato dal Financial Times, funzionari della sicurezza hanno segnalato che account sui social media di ispirazione filo-russa e di estrema destra, già associati a precedenti campagne di disinformazione, avrebbero diffuso contenuti violenti per alimentare il caos.
Tra i Paesi sospettati di coinvolgimento ci sono Iran e Algeria. Un funzionario dell'Ue ha sottolineato l'importanza della collaborazione delle piattaforme social, affermando che non dovrebbero amplificare algoritmicamente tali campagne. Il quotidiano evidenzia che anche in Italia si sono verificati disordini, con il ministro della Difesa che ha parlato di una "guerra ibrida" condotta attraverso strumenti non convenzionali.
La Commissione europea ha recentemente incontrato le autorità francesi per discutere della cooperazione con le piattaforme social, come X, riguardo alla diffusione di messaggi violenti. Inoltre, le autorità stanno richiedendo a marketplace online come Amazon e Vinted di bloccare la vendita di beni rubati, con impegni di collaborazione da parte di vari siti di rivendita.
La Francia risulta essere il secondo Paese più colpito in Europa dalla manipolazione delle informazioni sostenuta dallo Stato, dopo l'Ucraina. La Commissione ha dichiarato che, per ora, la situazione è gestita a livello nazionale, ma interverrà se il rischio dovesse diventare sistemico. Un esperto ha evidenziato che, sebbene ci siano influencer filo-Cremlino che amplificano eventi, non sono responsabili dell'origine delle manifestazioni. Le indagini sulle possibili provocazioni russe sono ancora nelle fasi iniziali e non ci sono prove concrete di un coinvolgimento diretto.
