‘Expat’, l’83% tornerebbe se pagato meglio

Un sondaggio condotto dal Cnel tra giovani italiani all'estero ha rivelato che l'83% degli intervistati sarebbe disposto a tornare in patria se venissero offerti salari più competitivi. L'indagine ha coinvolto 2.500 giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni, di cui il 93% laureati, con una significativa percentuale in possesso di master e dottorati.
La maggior parte dei partecipanti ha lasciato l'Italia subito dopo aver terminato gli studi, senza mai aver lavorato nel paese. Le motivazioni principali per la loro partenza includono salari ritenuti insufficienti (80%), la burocrazia (49%) e il clientelismo o le raccomandazioni (48%).
Il sondaggio ha messo in evidenza che, oltre a un miglioramento salariale, il riconoscimento del merito è un altro fattore cruciale per il rientro in Italia, con il 79% degli intervistati che ha espresso questa esigenza.
