Esplosione nel casolare, a processo i tre fratelli accusati della morte di tre carabinieri

I fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi sono stati rinviati a giudizio dalla Corte d'Assise di Verona per la morte di tre carabinieri, avvenuta a seguito di un'esplosione nel loro casolare a Castel d'Azzano il 14 ottobre 2025. Il processo inizierà il 26 ottobre, presieduto dal giudice Raffaele Ferraro. Durante l'udienza preliminare, solo Franco, di 66 anni, si è presentato, mentre Dino, 64 anni, e Maria Luisa, 60 anni, sono rimasti in carcere rispettivamente a Trento e Vicenza. La giudice ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile da parte dell'Associazione delle vittime del dovere.
Il pubblico ministero Elvira Vitulli ha accusato i tre fratelli di strage in concorso, detenzione di materiale esplosivo e resistenza a pubblico ufficiale, quest'ultimo reato legato alle minacce rivolte al custode giudiziario Piergiorgio Bonini durante un sopralluogo per la vendita forzata della proprietà il 25 settembre 2025.
Nell'esplosione, che ha distrutto il casolare, hanno perso la vita i carabinieri Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello. Inoltre, 25 membri della task force intervenuta sono rimasti feriti, così come Maria Luisa Ramponi, che ha subito gravi ustioni e ha trascorso un mese e mezzo in ospedale prima di essere trasferita nel carcere di Montorio a Verona. L'avvocato di Franco Ramponi, Luciano Arcudi, ha dichiarato che i fratelli non intendevano uccidere i carabinieri, ma volevano solo suicidarsi piuttosto che consegnare la casa.
