Effetto guerra sulle tasche degli italiani: previsti 1.000 euro di spese in più a famiglia

Le famiglie e le imprese italiane dovranno affrontare un incremento delle spese di quasi 29 miliardi di euro nel 2023 a causa dei rincari di luce, gas e carburanti. Questa stima proviene dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che attribuisce l’aumento ai costi energetici esplosi dopo l’inizio del conflitto nel Golfo Persico. La maggior parte del peso economico graverà sui costi di benzina e diesel, che ammontano a 13,6 miliardi di euro, con un incremento del 20,4% rispetto al 2015. Seguono le spese per l’energia elettrica, che aumenteranno di 10,2 miliardi (+12,9%), e per il gas, con un incremento di 5 miliardi (+14,6%).

A livello regionale, la Lombardia sarà la più colpita, con rincari per 5,4 miliardi di euro, pari a un aumento del 15,1% rispetto al 2025. L’Emilia-Romagna e il Veneto seguiranno, rispettivamente con 3 miliardi (+16,1%) e 2,9 miliardi (+15,8%). Le regioni più popolose e industrializzate subiranno quindi l’impatto maggiore.

Attualmente, i prezzi alla pompa per benzina e diesel si aggirano attorno ai 2 euro al litro. Per il 2026, l’Ufficio studi prevede un aggravio complessivo di circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4%. In particolare, la Basilicata registrerebbe l’aumento percentuale più elevato, pari al 21,6%, seguita da Campania e Puglia, entrambe con un incremento del 21,3%.

Per il 2023, si stimano aumenti delle bollette dell’energia elettrica per 10,2 miliardi di euro e un prelievo aggiuntivo per il gas di 5 miliardi.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità