Ecomafia 2026, reati ambientali in calo in Italia ma aumentano gli illeciti amministrativi

Ecomafia 2026, reati ambientali in calo in Italia ma aumentano gli illeciti amministrativi

Nel 2025, i reati ambientali in Italia hanno mostrato un calo, registrando 35.735 casi accertati, con una diminuzione del 12% rispetto all'anno precedente. Questo dato emerge dal report di Legambiente "Ecomafia 2026", che evidenzia anche un incremento degli illeciti amministrativi, saliti a 77.895 (+11,4%). Complessivamente, le violazioni accertate dalle forze dell'ordine e dalle Capitanerie di porto ammontano a 113.630, con una media di 13 violazioni all'ora.

Il business delle ecomafie ha raggiunto un valore di 11,5 miliardi di euro, con 393 clan attivi dal 1995. Le regioni più colpite da illeciti ambientali sono Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. La gestione illecita dei rifiuti rimane il reato più comune, con 10.914 casi, seguita da violazioni legate al cemento e da reati contro gli animali.

Aumentano anche gli incendi negli impianti di gestione e gli incendi boschivi, mentre i reati contro il patrimonio culturale diminuiscono. Nella filiera agroalimentare, gli illeciti hanno raggiunto 67.677 casi, con un incremento del 46% rispetto al 2024.

Legambiente ha presentato dieci proposte al Governo per contrastare le illegalità ambientali, tra cui il completamento del recepimento di norme europee nel Codice penale e l'approvazione di un Piano nazionale contro l'abusivismo.

La Campania si conferma la regione con il maggior numero di reati ambientali, seguita da Sicilia e Puglia. Napoli è la provincia con il maggior numero di illeciti, mentre la Sicilia guida la classifica degli arresti per corruzione legata all'ambiente.

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