E’ morto il giornalista Michele Albanese, simbolo della lotta alla ‘ndrangheta

È morto a Cosenza, all'età di 66 anni, il giornalista Michele Albanese, noto per il suo impegno nella lotta alla 'ndrangheta. Albanese era una firma del Quotidiano del Sud e dell'Ansa, con collaborazioni anche con testate nazionali come l'Espresso. La sua carriera è stata caratterizzata da inchieste coraggiose, che gli sono costate minacce e intimidazioni, costringendolo a vivere sotto scorta per oltre dieci anni, a seguito di un piano di attentato scoperto nel 2014.
Albanese ha ricoperto il ruolo di consigliere nazionale della Federazione nazionale della stampa, dedicandosi a progetti per la legalità. Nonostante le minacce, ha scelto di rimanere nella sua abitazione a Cinquefrondi. La redazione della Tgr Calabria e la sede regionale della Rai hanno espresso la loro vicinanza alla famiglia.
L'associazione Libera ha ricordato Albanese come un "vero cronista di strada", capace di interpretare le dinamiche del potere mafioso e di scrivere articoli significativi, come quello sull'inchino della statua della Madonna delle Grazie alla casa del boss Giuseppe Mazzagatti.
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso profondo cordoglio per la sua scomparsa, sottolineando il valore professionale di Albanese e il suo amore per la Calabria. Ha ricordato i frequenti confronti avuti con lui su temi cruciali per il futuro della regione, evidenziando la perdita di un valido professionista.
