Droni ucraini sulle raffinerie russe. A Komyshuvakha 40 morti: il video del raid sulla ex scuola

Droni ucraini sulle raffinerie russe. A Komyshuvakha 40 morti: il video del raid sulla ex scuola

I droni ucraini hanno colpito le raffinerie russe, incendiando le torri degli impianti di Orel e Rjazan, cruciali per l'approvvigionamento di Mosca. L'offensiva di Kiev si è estesa anche alle zone occupate di Luhansk e alla regione russa di Belgorod, dove cinque persone hanno perso la vita. Nel frattempo, l'Ucraina ha subito attacchi a Kharkiv, mentre bombardamenti russi hanno colpito una centrale termoelettrica a Dnipro. A Bucha e Vinnytsia, i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere i roghi.

A Komyshuvakha, i soccorritori continuano a scavare tra le macerie tre giorni dopo uno degli attacchi più letali dall'inizio del conflitto. Sono stati recuperati circa 40 corpi e si stanno identificando le vittime, mentre i dispersi sono numerosi. L'edificio colpito, una ex scuola trasformata in rifugio e centro di distribuzione per gli aiuti, era stato già bersaglio di un primo attacco con una bomba planante da tre tonnellate.

Le immagini registrate da una bodycam mostrano i soccorsi dopo il primo impatto, con un agente che esorta a rifugiarsi. Purtroppo, l'agente e altri tre poliziotti sono morti nel secondo attacco. I russi hanno utilizzato la tecnica del "double tap", considerata un crimine di guerra secondo le convenzioni internazionali, che prevede un secondo attacco dopo il primo per colpire i soccorritori.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità