Deficit al 3,1%, l’Italia resta nella procedura Ue, Giorgetti: “Ora serve flessibilità”
L’Italia rimane nella procedura europea per deficit eccessivo, con un rapporto deficit/Pil previsto al 3,1% per il 2025, secondo quanto certificato da Eurostat. Il governo ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2026, portandole dallo 0,7% allo 0,6%, evidenziando una “situazione di eccezionale difficoltà” a causa degli shock energetici legati al conflitto in Medio Oriente.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che se le stime si confermeranno, l’Italia potrebbe uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027. Tuttavia, ha avvertito che il quadro economico è in peggioramento rispetto allo scorso autunno, con una crescita rivista al ribasso e un’inflazione in aumento.
Giorgetti ha sottolineato l’importanza di sostenere le famiglie e le imprese in questo contesto difficile, affermando che il governo continuerà a intervenire per mantenere i redditi disponibili e la liquidità. Nel Documento di finanza pubblica, che sarà inviato a Bruxelles entro il 30 aprile, il deficit è previsto al 2,9% nel 2026 e al 2,8% nel 2027, mentre il debito pubblico si attesterà al 138% del Pil.
Il ministro ha anche indicato come priorità il contenimento dei costi dei carburanti, in particolare per gli autotrasportatori, e ha annunciato la ricerca di risorse per il prossimo Dl Lavoro. Le opposizioni hanno criticato il governo per immobilismo e mancanza di iniziativa, mentre Giorgetti ha chiesto flessibilità all’Europa per affrontare le sfide economiche attuali.
