Da Spicer a Zacharia, tutti gli ex portavoce di Trump

Sette portavoce hanno ricoperto il ruolo durante i due mandati di Donald Trump, caratterizzati da scontri con i giornalisti e conferenze stampa saltate. L'ultima, Katie Zacharia, ha stabilito un record con una permanenza di soli cinque giorni.
Il suo debutto è avvenuto con un briefing di 14 minuti, in cui ha risposto a tre domande considerate "amiche" e ha annunciato il licenziamento dell'ambasciatrice americana ad Atene, Kimberly Guilfoyle. La sua rapida uscita ha riacceso l'attenzione sulla successione di portavoce dell'amministrazione Trump.
Sean Spicer, primo portavoce di Trump, è noto per la controversia legata al numero di partecipanti all'insediamento del gennaio 2017. Dopo aver ammesso di aver commesso errori, si dimise sei mesi dopo. Sarah Huckabee Sanders, considerata una delle collaboratrici più fidate, ha avuto un mandato segnato da tensioni con la stampa e ha lasciato l'incarico nel giugno 2019.
Stephanie Grisham, vicina a Melania Trump, è stata la prima portavoce a non tenere briefing ufficiali e ha lasciato dopo meno di un anno. Kayleigh McEnany, l'ultima del primo mandato, ha condannato le violenze dopo l'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Karoline Leavitt, la più giovane portavoce della storia, ha annunciato la sua uscita per dedicarsi alla famiglia.
Katie Zacharia, dopo il suo breve incarico, è stata al centro di polemiche per non aver mai superato l'esame per l'abilitazione forense, nonostante si fosse presentata come avvocata.
