Crollo storico dei socialisti in Andalusia. Vox ago della bilancia
I socialisti spagnoli, guidati dal premier Pedro Sanchez, hanno subito una storica sconfitta nelle elezioni regionali in Andalusia. Con l’85% delle schede scrutinate, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) si attesta su soli 28 seggi su 109, il peggior risultato mai registrato in quella che è stata la loro roccaforte per quasi quarant’anni.
Il Partido Popular (PP), guidato dall’attuale presidente della regione Juanma Moreno, si prepara a conquistare 52 seggi, tre in meno della maggioranza assoluta. Il partito di estrema destra Vox, che ottiene 16 seggi, potrebbe risultare decisivo per la formazione di un governo, come già accaduto in altre regioni spagnole.
L’Andalusia, con quasi nove milioni di abitanti, è la regione più popolosa della Spagna e ha competenze in settori chiave come sanità e istruzione. La candidata socialista, Maria Jesus Montero, ex vicepremier, è stata indicata come simbolo degli scandali di corruzione che hanno colpito il suo partito e delle difficoltà del governo centrale.
Il risultato elettorale rappresenta un duro colpo per Sanchez, già indebolito da indagini per corruzione che coinvolgono ex collaboratori. L’affluenza alle urne ha superato il 64%, otto punti percentuali in più rispetto alle elezioni del 2022.
Adelante Andalucia, un partito anticapitalista guidato da Josè Ignacio Garcia, ha ottenuto un risultato sorprendente, passando da due a otto seggi. Questo successo segna un “sorpasso” su Por Andalucia, coalizione in cui era confluito Podemos. Complessivamente, i partiti a sinistra del PSOE hanno totalizzato 13 seggi, sei in più rispetto alle precedenti elezioni.
