Confindustria, rischio stangata bollette: “Scenario peggiorato, già incide lo shock energia”
Il Centro studi di Confindustria ha evidenziato un deterioramento della situazione economica italiana, influenzato da fattori come l’aumento dei costi energetici, il calo della fiducia e l’innalzamento dei tassi sovrani. Gli economisti segnalano che i prezzi elevati del petrolio, nonostante una temporanea tregua nel conflitto in Medio Oriente, stanno già avendo ripercussioni sull’economia, con una diminuzione della fiducia delle famiglie e una prevista contrazione dei consumi.
Secondo le stime, se il conflitto in Iran dovesse concludersi a giugno, le imprese manifatturiere italiane potrebbero affrontare un incremento della bolletta energetica di 7 miliardi di euro annui rispetto al 2025. Se la guerra si protraesse per tutto il 2026, l’aumento potrebbe arrivare a 21 miliardi, con conseguenze insostenibili per la competitività delle aziende italiane.
Nel 2025, la manifattura italiana ha già registrato costi energetici superiori rispetto ai principali competitor europei, con un’incidenza che potrebbe aumentare ulteriormente. Le aziende segnalano preoccupazioni crescenti riguardo ai costi dell’energia, dei trasporti e delle materie prime non energetiche. Le tensioni sui prezzi sembrano essere più influenzate da dinamiche speculative che da reali difficoltà di approvvigionamento, ma un conflitto prolungato potrebbe portare a carenze di materiali.
In questo contesto, la durata del conflitto in Medio Oriente risulta cruciale per le prospettive economiche future, con le imprese che si preparano a fronteggiare un aumento dei costi e possibili difficoltà nella catena di approvvigionamento.
