Colpire uno spettatore o un giudice nel tennis: quando scatta la squalifica? Regole e i precedenti

Nel tennis professionistico, una squalifica può scattare immediatamente se un giocatore colpisce uno spettatore, un giudice di linea, un raccattapalle o un membro dello staff. Secondo i regolamenti ATP, WTA e dei tornei del Grande Slam, un atleta può essere dichiarato "defaulted" per violazioni gravi del Codice di Condotta, come il "ball abuse", che si riferisce all'uso pericoloso della pallina al di fuori della normale azione di gioco. Non è necessaria la prova dell'intenzionalità: anche un gesto involontario può portare a squalifica se le conseguenze sono serie.
Un caso emblematico è quello di Novak Djokovic, squalificato durante gli ottavi di finale dello US Open 2020 dopo aver colpito una pallina che raggiunse una giudice di linea, provocandole un malore. Nonostante il serbo avesse dichiarato di non aver avuto intenzione di colpirla, il regolamento ha preso in considerazione la pericolosità dell'azione.
Un altro episodio noto è quello di Denis Shapovalov, che nel 2017 colpì accidentalmente un giudice di sedia durante la Coppa Davis, subendo immediatamente una squalifica. Anche David Nalbandian venne estromesso nel 2012 dal torneo del Queen's dopo aver colpito un pannello pubblicitario, ferendo un giudice di linea. Infine, nel 1995, Tim Henman fu squalificato a Wimbledon per aver colpito accidentalmente una raccattapalle.
Le norme sono progettate per garantire la sicurezza di tutti sul campo, e gli arbitri valutano il rischio e le conseguenze dei gesti dei giocatori. Nel tennis moderno, la tolleranza per comportamenti scorretti è molto bassa.
