Cento miliardi da dare in beneficenza: ma chi decide come distribuire la ricchezza dell’AI?

Anthropic ha annunciato l'intenzione di destinare il 5% delle proprie azioni a un Public Benefit Fund, il cui valore teorico potrebbe raggiungere circa 100 miliardi di dollari, se la valutazione dell'azienda si confermasse a 2.000 miliardi. Tuttavia, il possesso di azioni non implica liquidità immediata, e il valore effettivo sarà determinato solo dopo la quotazione, attesa per novembre. Attualmente, l'iniziativa è solo una proposta soggetta all'approvazione degli azionisti.
Il fondo sarà una LLC controllata interamente da Anthropic, una scelta giustificata dalla flessibilità operativa, ma che solleva interrogativi sulla trasparenza e sull'indipendenza degli amministratori. Sebbene l'azienda affermi che le azioni non saranno utilizzate per lobbying o donazioni politiche, la mancanza di dettagli sulle regole di governance e sulla composizione del consiglio lascia aperti dubbi.
Parallelamente, Elon Musk ha dichiarato su X che intende donare un'azione SpaceX a ogni bambino americano, un'iniziativa che potrebbe avere un valore teorico di oltre 10 miliardi di dollari. Tuttavia, mancano dettagli su chi sarà eleggibile e su come verranno gestite le azioni. La proposta di Musk, pur avendo una logica di redistribuzione della ricchezza, non garantisce un reddito periodico e solleva interrogativi sulla sua sostenibilità economica.
Entrambi i modelli, quello di Anthropic e quello di Musk, pongono la questione di chi controlla le condizioni per trasformare una partecipazione societaria in un beneficio collettivo. La democrazia dovrebbe garantire trasparenza e un controllo esterno sull'uso dei fondi, evitando che le decisioni sul bene comune siano monopolizzate da pochi fondatori della tecnologia.
