Booking nel mirino dell’Ue: indagine su annunci falsi e phishing

La Commissione europea ha avviato un'indagine formale su Booking.com, focalizzandosi su rischi legati a annunci di strutture inesistenti, truffe informatiche e trasparenza delle inserzioni a pagamento. L'indagine mira a verificare il rispetto da parte della piattaforma degli obblighi previsti dal Digital Services Act (Dsa).
Bruxelles esprime preoccupazione per l'aumento delle frodi, che, secondo un portavoce della Commissione, sono cresciute del 500% a livello globale tra il 2022 e il 2024. In particolare, Booking avrebbe registrato un'impennata di truffe, con un valore complessivo stimato di 4,2 miliardi di euro nel 2024.
L'indagine si articola in tre filoni. Il primo riguarda la presenza di annunci fraudolenti, inclusi quelli relativi a strutture non esistenti. Gli investigatori valuteranno se Booking abbia adottato misure adeguate per identificare e rimuovere tali annunci.
Il secondo aspetto concerne le truffe di phishing, con l'obiettivo di accertare se le misure di protezione siano sufficienti a tutelare i dati degli utenti. Si esamineranno anche le modalità di condivisione delle informazioni tra utenti e strutture ricettive.
Infine, la Commissione verificherà la trasparenza degli annunci sponsorizzati, accertandosi che gli utenti possano distinguere tra risultati pertinenti e quelli pagati per una maggiore visibilità.
Booking.com ha dichiarato di essere disponibile a collaborare con le autorità europee, sottolineando l'importanza della sicurezza e della protezione dei dati. Se confermate, le criticità potrebbero costituire violazioni del Dsa, che impone alle piattaforme online di gestire i rischi sistemici. L'indagine è stata avviata con priorità e potrebbe portare a misure provvisorie o a decisioni formali di non conformità.
