Bologna, firme contro il villaggio per senzatetto nel nome di Tamburi vittima di Crans-Montana

A Bologna, è in corso una raccolta firme contro la realizzazione di un villaggio per senzatetto proposto da Giuseppe Tamburi, padre di Giovanni, un ragazzo di 16 anni morto a Crans-Montana la notte di Capodanno. L’iniziativa di intitolare la struttura al giovane è emersa dopo che la famiglia ha scoperto che Giovanni aiutava segretamente i senza dimora, portando loro cibo.

La mobilitazione contro il progetto, situato in via Terracini, coinvolge residenti e commercianti della zona del Lazzaretto, preoccupati per i potenziali disagi. Anche il capogruppo della Lega in Comune, Matteo Di Benedetto, ha chiesto la sospensione del progetto, sottolineando la necessità di un percorso di partecipazione e ascolto dei cittadini. Ha evidenziato come gli abitanti del Lazzaretto lamentino problemi di sicurezza e degrado.

In risposta alle critiche, Tamburi ha espresso il suo dispiacere, affermando che i cittadini potrebbero cambiare idea se vedessero il villaggio completato. Ha descritto la struttura come un progetto innovativo, composto da casette ben attrezzate, in netto contrasto con i container precedenti, associati a problematiche di vario tipo. Il villaggio sarà finanziato per metà da Tamburi e per metà dal Comune.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità