Antonella e Sara forse uccise per sbaglio: perché si cerca nelle scuole. La pista passionale

Antonella e Sara forse uccise per sbaglio: perché si cerca nelle scuole. La pista passionale

Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate dalla ricina a Pietracatella, si stanno concentrando su computer e reti Wi-Fi delle scuole. La Procura di Larino ha avviato perquisizioni informatiche per verificare se siano state effettuate ricerche online sulla ricina, inclusi metodi di estrazione e acquisti nel dark web.

Le operazioni sono iniziate il 13 ottobre all'Istituto Agrario di Riccia, seguito dal liceo scientifico della stessa località. Gli investigatori stanno cercando tracce di ricerche effettuate da computer di queste scuole, esaminando cronologie, pagine visitate e file cancellati. Termini come "ricina", "veleno" e "semi di ricino" sono tra le parole chiave di interesse.

La scelta di indagare nelle scuole è legata a rapporti personali: una docente di matematica, vicina al marito di Antonella, è già stata ascoltata dagli inquirenti. Le indagini si muovono lungo la pista passionale, con oltre duecento persone già interrogate. È stato richiesto anche il supporto dell'FBI per approfondire le ricerche online relative alla ricina, emerse da attività svolte da individui non identificati a partire da luglio 2025.

Le perquisizioni proseguiranno nei prossimi giorni in altre scuole, tra cui il liceo classico "Mario Pagano" di Campobasso, frequentato da Sara e sua sorella, e il liceo delle scienze umane di Casacalenda, dove insegna una cugina di Gianni Di Vita.

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